MONTE ROSA E LAGO MAGGIORE

25-26-27 GIUGNO 2010

TRE GIORNI TRA GHIACCIAI E ISOLE

Itinerario totale dei tre giorni Km 26,300, cammino complessivo ore 12, con 1400 m. di dislivello, partecipanti n° 51.

25 giugno 2010 BERGAMO ALTA

Per questi tre giorni tra ghiacciai e isole oggi siamo partiti da Solagna alle ore 6.30, con salita a piedi a Bergamo Vecchia. Nelle due ore che ci siamo fermati abbiamo avuto modo di vedere dove è sorto il primo agglomerato della città circondato dalle mura venete erette ne 500 circa dai Veneziani. In particolare abbiamo ammirato la bellissima basilica di Santa Maria Maggiore, il Battistero e la Piazza Vecchia. L’intenzione nostra è di sfruttare al massimo questi tre giorni che staremo via infatti, dopo Bergamo ed aver fatto lungo la strada un abbondante pranzo offerto dal gruppo (un grazie a chi a preparato tutto).  Ci si rimette in strada imboccando in pullman la Val D’Ossola per raggiungere Uriezzo, dove due guide ci accompagnano alla scoperta di questi posti particolari. Nelle due ore che camminiamo ci si inoltra in questi orridi provando l’emozione di camminare sul fondo di antichi torrenti che scorrevano tumultuosi al disotto dei ghiacciai ai tempi delle glaciazioni. Il principale orrido visitato, detto “Orrido Sud”, è lungo circa 200 m. e profondo da 20 a 30 m, ed è stato attrezzato per la visita con scale in metallo e pannelli informativi. Oltre a questo lungo nel percorso di avvicinamento bellissimi scorci con borgate e baite con tetti coperti in pietra. Risaliti in bus dopo altre due ore circa di strada nella strettissima Valle Anzasca arriviamo a Pecetto ai piedi del Monte Rosa dove si cena e si prende possesso delle nostre camere.

 

La porta di entrata alla città vecchia.

 

La basilica di Santa Maria Maggiore.

 

Il battistero.

 

La Piazza Vecchia.

 

 Il percorso fatto a piedi a Bergamo.

 

25 giugno ORRIDI DI URIEZZO

 

Il pranzo preparato dal gruppo.

 

All'interno dell'orrido.

 

Si osserva con incredulità alla forma di questi orridi.

 

Particolare dell'orrido.

 

Un bellissimo maso nella prossimità di borgata di Uriezzo.

 

Strana collocazione di questo maso.

 

A cena nella casa alpina.

 

Il percorso fatto negli orridi.

 

Il profilo altimetrico e la distanza in km

 

26 giugno 2010 RIFUGIO ZAMBONI E LAGO DELLE LOCCE

Colazione abbondante alle 7,45 e partenza alle 8,15 giornata tersa e chi alla mattina si era alzato presto per qualche foto ha avuto modo di vedere (a detta del gestore dell’albergo) il monte Rosa come poche volte si può ammirare. Qualcuno sceglie la seggiovia ma la maggior parte affronta il percorso a piedi. Giunti nei pressi della stazione intermedia della seggiovia attraversiamo l’impetuoso torrente raggiungiamo i Piani alti di Rosareccio e con lunga traversata trovando anche neve sbuchiamo proprio sotto la parete est del Rosa. Panorama mozzafiato seracchi, ghiacciai prensili con la conca dove sorge il rifugio Zamboni m. 2070 attraversata da un sinuoso torrente e bastionata dalle morene del ghiacciaio e la presenza di enormi massi erratici è indice dello sviluppo raggiunto dai ghiacciai nell'era quaternaria. Pranzo al sacco meritato, per i più arditi salita al lago di Locce m. 2209 ancora ghiacciato e ritorno per l’aereo sentiero sul filo di cresta della morena. Da un lato il ghiacciaio del Belvedere crepaccio ricoperto quasi interamente da sassi dove si sente correre l’acqua sotto e dall’altro lato una fioritura eccezionale di pulsantilla alpina gialla, nontiscordardimè e genziane. Discesa molto lunga ma la giornata è stata appagante il massimo, trovando il tempo dopo essere arrivati all’albergo anche di fare un giro nella bellissima borgata di Pecetto.

Sorge il sole sul Monte Rosa.

 

Il folto gruppo di partecipanti.

 

Caratteristici masi coperti a pietra.

 

In fila indiana su resti di neve.

 

Si comincia intravvedere la cresta del gruppo del Rosa.

 

Ai piedi dell'imponente seraccata del ghiacciaio.

 

Il rifugio Zamboni.

 

Il gruppo salito al lago di Locce.

 

Una spettacolare fioritura di Pulsantilla Alpina.

 

La lingua del ghiacciaio Belvedere e i suoi crepacci quasi interamente ricoperto di sassi.

 

Nontiscordardime.

 

La piana dove è posto il rifugio Zamboni.

 

Tipico forno a Pecetto dove veniva cotto il pane per tutta la contrada una volta all'anno.

 

Il percorso effettuato.

 

Il profilo altimetrico e km.

 

27 giugno 2010 ISOLE BORROMEE

Sveglia programmata alle 5,15  per evitare il traffico  nella stretta Valle Anzasca anche per rispettare il programma della giornata. Solita colazione e partenza alle 6,30  per Pallanza dove ci si imbarca per visitare due delle maggiori e importanti isole del lago Maggiore, l’isola Madre e l’isola Bella di proprietà ancora oggi dei discendenti della famiglia dei Borromeo. L'isola Madre  la più grande delle Isole Borromeo ed anche la più caratteristica per l'atmosfera raccolta, silente, incantata: un giardino di piante, con il famoso cipresso più grande  d‘Europa, rari fiori esotici nel quale vivono in piena libertà pavoni, pappagalli e fagiani. Ripreso il battello si sbarca in poco tempo all’isola Bella. Entriamo nel sontuoso palazzo Borromeo in stile barocco che domina l’isola che si sviluppa in quattro piani con saloni d’ogni genere, affiancato all’esterno da un lussureggiante giardino all’italiana alto 37 metri e disposto su dieci terrazze discendenti.  Sono ormai le le 13 ci si reimbarca per andare a pranzo a Stresa e verso le 16 si riprende il bus per il ritorno a casa dove si arriva alle ore 20,15.

 

Si parte per l'isola Madre.

 

Isola Madre.

 

Pavone.

 

Il grande cipresso ancorato dopo essere caduto per una tromba d'aria.

 

L'isola dei pescatori.

 

Isola Bella, il palazzo Borromeo.

 

Una delle numerose sale a grotta artisticamente lavorate.

 

Un salone all'interno della villa.

 

Il giardino posto su dieci terrazze.

 

L'isola bella vista dal traghetto.

 

Arrivo a Stresa dove consumeremo il pranzo prima del ritorno a casa.

 

Percorso fatto con il traghetto.